I teologi - Chiesa Cristiana Evangelica Battista

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I teologi

Teologia

Roger Williams (1603?-1683)
Un nome che celebra la connessione tra i Battisti e i Puritani del 17° secolo. Immigrato dalla vecchia alla Nuova Inghilterra (Usa) Williams fu impegnato nella rivoluzione Puritana, spirituale e democratica, della Chiesa e dello Stato contribuendo ali'arricchimento e rinnovamento del pensiero cristiano su entrambe le sponde dell'Atlantico. Una sua statua occupa simbolicamente il posto, nella città di Ginevra, assegnato ad un americano nel maestoso monumento dedicato alla Riforma. I legami che uniscono Williams al Battismo sono brevi, ribattezzato nel 1639 fondò la prima Chiesa Battista di Providence (First Baptist Church of Providence) ma tre mesi più tardi diventerà un "Seeker" Tuttavia da una prospettiva battista, la storiografia lo ha riconosciuto come un teologo battista americano (Gaustad, Edwin S. Liberty of Conscience: Roger William in America.). Nel suo libro più famoso Christenings Make Not Christians, William asseriva che le conversioni forzate degli Indiani rischiavano di confondere la Cristianità per un "Cristianeggiare" Questo dal suo punto di vista era l'errore della Chiesa-Stato. Forte assertore della libertà di coscienza e della separazione netta tra Stato e Chiesa, Williams è ricordato per la sua più famosa metafora della nave: lo Stato è come una nave che compie un singolare viaggio; centinaia di anime salgono su quella barca e tutti sono uniti nella buona e nella cattiva sorte, ci sono "Papisti", Protestanti Ebrei e "Turchi". Il compito del comandante è assicurare che l'equipaggio adempia al ruolo affidato, che tutti i passeggeri paghino il biglietto, ma nessuno può essere forzato a pregare, come a nessuno si può impedire di pregare come gli pare. (The Correspondence of Roger Williams, Brown University Press 1988.)


Walter Rauschenbusch (1861-1918)
prima pastore e poi professore al Rochester Theological Seminary, è ricordato come il padre del movimento chiamato "Social Gospel". Figlio di genitori tedeschi, Rauschenbusch si troverà presto ad affrontare la piaga sociale che l'immigrazione e l’industrializzazione produrrà nelle grandi aree urbane americane come New York City, cioè condizioni di vita esasperate. Proveniente da una tradizione teologica che si concentra sul perdono dei peccati e sulla gioia individuale nella comunione con Cristo, il pastore presto si rende conto che il bisogno dei suoi membri di chiesa non riguarda tanto la sfera interiore ma tocca soprattutto l'aspetto collettivo della loro vita attaccata da forze sociali che sfuggono al controllo individuale. Mosso da questa osservazione, Rauschenbusch si mette a studiare i profeti del Antico Testamento e le analisi sociali contemporanee e soprattutto il carattere e l'esempio di Gesù Cristo e trova quindi nell'evangelo un aspetto liberante che riguarda tutta la società. La conversione, egli sosteneva, riguarda sia le società che gli individui. L'America era per lui una terra dove degli individui convcrtiti vivevano in una cultura economica e politica non convertita perciò la buona notizia era che questa situazione poteva cambiare con la possibilità di cristianizzare l'ordine sociale. Questi temi si diffusero presto e divennero parole d'ordine per generazioni di Battisti ed altri cristiani concentrati soprattutto nelle aree industriali. Nacque un movimento chiamato appunto "Social Gospel" che durante le guerre mondiali troverà una battuta di arresto ma che si riprenderà subito dopo, influenzando i partiti con i temi sociali che porteranno ai risvolti pratici della sicurezza e del famoso concetto del "Welfare" Infine sarà Martin Luther King Jr. a rinnovare e ad espandere la visione di Rauschenbusch nella sua idea di comunità amata fatta di persone che vanno oltre ogni privilegio e violenza.


Karl Barth (1886-1918)
“il più grande dono di Dio alla scienza teologica in tutta l’era moderna” (T.F. Torrance). Nato a Basilea nel 1886, pastore e poi professore di teologia, Karl Barth è stato indubbiamente il pensatore più influente nella discussione teologica degli ultimi 50 anni in tutto il mondo. Il suo nome è legato al rinnovamento teologico che cominciò a prodursi verso la fine della I Guerra Mondiale ed al quale contribuì decisamente con l’attacco portato alla teologia liberale del secolo XIX nel suo commentario all’Epistola ai Romani, Der Romerbrief (1918) ed. it. Feltrinelli. Insegnò teologia sistematica all’Università di Bonn dal 1930 e in seguito all’ascesa del nazionalsocialismo in Germania fu costretto ad allontanarsi dalla cattedra e trasferirsi all’Università di Basilea dal 1935. Dal 1936 si dedicò anche alla stesura della sua monumentale Kirchliche Dogmatik che non riuscì a completare prima di spegnersi nel 1968. Per un orientamento sulla persona e l’opera di Barth vedi M.C. Laurenzi ed altri, Barth Contemporaneo, Claudiana, Torino 1990.

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John Howard Yoder (1927-1997)
è un teologo del ventesimo secolo che con intuito intellettuale e potere spirituale contribuirà a formare un nuovo paradigma teologico. Nasce da genitori mennoniti americani e si formerà in varie scuole pubbliche e private ed infine conseguirà il titolo PhD. a Basilea. Rimarrà in Europa per qualche tempo dedicandosi a offrire sostegno agli orfani e scampati della seconda guerra mondiale. Successivamente tornerà in America per insegnare in varie istituzioni e dal 1967 sarà professore all'Università di Notre Dame in South Bend, Oregon. Nei suoi scritti egli mette insieme tre temi: nel primo c'è la ribellione contro la teologia liberale Europea ed Americana seguendo qui il suo maestro Karl Barth, II suo secondo tema riguarda l'Anabattismo, dove Yoder sviluppa un lavoro del suo professore di storia, Harold S. Bender, in cui si dimostra che questo movimento non è stato affatto composto da un mucchio di tradizionalisti (come supponevano i mennoniti contemporanei) ma esso rappresentò una riforma radicale. Il terzo tema riguarda la centralità delle scritture. Con quest'ultimo egli corregge e sviluppa altre tematiche interessanti che si concentrano sulle radici profonde della cristianità e sulla rilevanza politica del messaggio di Gesù. Insistendo sulla concezione congregazionalista della chiesa, sul battesimo dei credenti e sul pacifismo messianico, Yoder ritiene di identificare oggi nel battismo (b minuscola) uno stile di vita cristiana che si pone come la diretta eredità con la cristianità cattolica pre-Costantiniana (vedi la sua opera "Nevertheless", 1992). Nel suo libro più popolare invece (The politics of Jesus, 2d, ed., 1994) egli affronta il tema del pacifismo e rimprovera molti studiosi di etica religiosa contemporanea di aver ignorato Gesù e ai conservatori evangelici di voler far somigliare Gesù a Calvino.


James Wm. McClendon (1924- 2000)
su questo teologo ci sono pochi dati biografici dato che è scomparso da poco, ma le sue opere sono molto interessanti. Professore al Fuller Theological Seminary ha insegnato accanto John Howard Yoder, Stanley Hauerwas and Robert Wilken. Partendo da ricerca sulle sue profonde radici Anabattiste McClendon si è poi avventurato in un opera singolare: tre volumi di teologia alla luce di una visione battista. D suo primo volume inizia con l'Etica “Ethics" dimostrando che uno studio sistematico della teologia non può che avere inizio dai suoi aspetti più pratici. Solo dopo aver esplorato la vita di una comunità si può passare ad investigare gli insegnamenti necessari a sostenere quella vita e quindi, il suo volume dedicato alle dottrine "Doctrine" giunge come passo successivo. Le dottrine cosi come analizzate da McClendon non sono una lista di proposizioni da credere, ma un essenziale pratica della chiesa, cioè sono quelle convinzioni condivise che la chiesa deve insegnare e vivere per essere opportunamente una chiesa. Nella sua ultima opera chiamata "Witness" testimonianza, il teologo considera il contesto più ampio in cui quella vita è vissuta. Qui egli asserisce che l'identità di una chiesa si stabilisce non solo da come si vive la chiesa e da come si insegna, ma anche da come la chiesa entra in conversazione e connessione con altri sistemi di pensiero e altre strutture sociali fuori da se stessa. H contesto immediato di riferimento è la teologia narrativa e la filosofia linguistica. Il suo lavoro complessivo è marcato dal tentativo di esplorare una "visione battista" nella tradizione di una comprensione della chiesa in relazione a se stessa, alle scritture ed in relazione al posto che occupa nella società, tradizione che procede dalla riforma radicale del 16° secolo.


Stanley J.Grenz (1950 - 2005)
teologo battista, era professore al Carey Theological College in Vancouver dove è morto improvvisamente all’età di 55 anni per emorragia celebrale. Autore di numerosi libri tra cui il premiato: Twentieth-Century Theology: God and the World in a Transitional Age Molti studiosi considerano Grenz uno dei più autorevoli teologi del mondo battista moderno e particolarmente favorito nel movimento postmoderno delle “chiese emergenti” Un rappresentante di tale movimento il pastore Brian McLaren gli ha rivolto questo tributo: “L’opera teologica di Stanley è sempre stata coraggiosa e creativa tanto da coraggiosamente rompere con le convenzione; per esempio egli è stato il primo a vedere la svolta postmoderna nella filosofia e nella cultura come una opportunità per il vangelo.” McLaren scrive: “Molti teologi hanno solo visto pericoli nella sua opera criticandola aspramente e ingiustamente” Grenz era membro attivo della First Baptist Church di Vancouver dove sua moglie Edna era un pastore associato.


 
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