Insieme si può ... - Chiesa Cristiana Evangelica Battista

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Insieme si può ...

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I muri che dividono e le strade che uniscono
Un culto condiviso  tra le chiese battista di Conversano e valdese di Grottaglie (TA)
Domenica 9 giugno con grande gioia è stato condiviso il culto al Signore presso la chiesa di Conversano (Bari) con le sorelle e i fratelli della chiesa valdese di Grottaglie, in provincia di Taranto. La liturgia è stata curata dal pastore battista Ruggiero Lattanzio e la predicazione dal pastore valdese Gabriele Bertin.

Prima di "spezzare la parola del Signore" (espressione usata dal pastore Ruggiero nell'invitare il collega al pulpito), Bertin ha chiesto se alcuni di noi si stavano domandando come mai questa domenica la chiesa di Conversano è stata invasa da 10 nuove persone. Ha spiegato che quella esperienza era possibile grazie ad un incontro, quasi casuale, avvenuto durante un culto curato dai giovani della Fgei a Grottaglie, al quale parteciparono tre ragazzi di Conversano, dai quali partì l'invito a condividere il culto e l'agape insieme. Ci sono voluti quasi otto mesi per organizzare questa visita ma alla fine ci si è riusciti. Tutto, dunque, è nato da un incontro fra due gruppi, due realtà molto diverse che faticano un po' a stare insieme, ad abitare insieme uno stesso spazio, a riconoscersi gli uni legati agli altri e alle altre. L'apostolo Paolo in Efesini 2:11-22 parla di due popoli, di un muro. La chiesa di Efeso viveva come se ci fosse un muro tra loro che li separava. Paolo parla anche di "incontro" avvenuto grazie a Gesù che, attraverso il suo sangue, li ha avvicinati rendendoli un unico popolo, abbattendo il muro di separazione tra giudei e pagani
I muri si innalzano per la paura, paura di chi non si conosce, paura di perdere dei privilegi ... non solo si innalzano muri fisici ma ci sono anche quelli che non si vedono come le parole. Ma come Paolo offre alla comunità di Efeso una parola nuova "famiglia", facendo comprendere che loro sono persone diverse ma che in Cristo sono famiglia e concittadini (cittadini insieme), anche noi dobbiamo trovare parole che ci aiutino ad abbattere i muri di divisione, parole nuove che uniscono, parole che accolgono. Così che quel muro che divide diventa un muro che accoglie, che abbraccia, con uno spazio aperto. Da un muro che crolla, dalle sue macerie, si può costruire qualcosa di nuovo, una casa che accoglie e unisce tutte e tutti. Una casa che accoglie (la casa del Signore) ci trasforma, trasforma le nostre parole, il modo in cui  guardiamo l'altra e l'altro. C'è anche un'altra bella immagine proposta dal pastore Bertin: dal muro che crolla si può costruire una strada. La strada diventa luogo che porta a casa, che conduce verso luoghi lontani, dove le persone si incontrano, come i due discepoli di Emmaus che incontrarono il Risorto. La strada, spazio di incontro per camminare insieme, condividere le proprie esperienze e non sentirsi soli e sole.
 
Oggi le due comunità hanno costruito qualcosa insieme, mettendo da parte ciò che ci divide: la distanza geografica, la distanza denominazionale; mettendo insieme ciò che ci unisce: la fede, la chiamata che il Signore ci rivolge, il dono che il Signore ci fa ad essere tutti e tutte pietre viventi che poggiano su quell'unica pietra angolare che è Cristo. Bertin ha concluso dicendo che la creazione dei muri comincia sempre con una prima pietra. Forse oggi il messaggio per noi è "mettiamo anche noi la prima pietra" e decidiamo se vogliamo costruire verso l'alto, per non vedere cosa c'è dall'altro lato, o se costruire in orizzontale, per veder quante persone camminano insieme a noi lungo quella strada.
 
Anna Dongiovanni
2007 CCEBC aggiornato al 27/06/2024
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