Parliamo di Pace, anzi... "Facciamo Pace" - Chiesa Cristiana Evangelica Battista

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Parliamo di Pace, anzi... "Facciamo Pace"

Notizie
Conferenza Pubblica per la Pace
 
"Facciamo un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime delle guerre e delle violenze" con queste parole ha esordito l'Arch. Antonio Pascale, anziano della Chiesa Battista di Conversano, nonchè moderatore della conferenza pubblica  dal titolo "Parliamo di Pace, anzi... facciamo Pace",  organizzata  l'8  maggio  2024  dalla  Chiesa Evangelica Battista di Conversano, presso la Sala Convegni del Castello di Conversano.
Sono intervenuti:
  • La Prof.ssa Gabriella De Mita, Docente di Filosofia Teoretica presso l'Università Aldo Moro di Bari;
  • Il Dott. Ruggiero Lattanzio, Pastore della Chiesa Evangelica Battista di Conversano;
  • La Dott.ssa Stefania  Liverini, Direttore dell'Area VI - Politiche Culturali e Giovanili;
  • L'Arch. Tonio Giordano, fondatore dello Studio Altereco e promotore di "Design for Peace".


Prima degli interventi dei/delle  relatori/trici sono state ascoltate le seguenti opere: "Ninna nanna della guerra" di Trilussa, "I Bambini giocano alla guerra" di Bertolt Brecht e un testo sulla pace di Don Tonino Bello.
       Il primo intervento è stato della Prof.ssa Gabriella De Mita la quale ha fatto osservare che la pace è un valore fondamentale della vita umana perché permette l'armonizzazione del creato, che di fatto appartiene all'equilibrio della natura. La natura stessa è un esempio di pace, poiché rappresenta l'espressione massima di armonia ed equilibrio. Il tema della pace richiama l'insegnamento di Don Tonino Bello, che era particolarmente attento alla dimensione di contemplazione e azione propria della fede cristiana. Don Tonino Bello stimolava il popolo della sua diocesi a essere cristiani autentici e sovversivi, cioè capaci di unire contemplazione e azione, essendo contemplativi e allo stesso tempo promotori di pace. La cultura occidentale, dalla quale proveniamo, ha portato nel corso dei secoli a interpretare il concetto di pace come strettamente legato a quello di guerra. Questo è un problema serio, perché non riusciamo a scindere il concetto di pace dalla presenza di un conflitto. Bisognerebbe cambiare questa logica. Il concetto di pace, nell'antica Grecia, era legato alla pace interiore, poiché l'equilibrio personale era considerato armonia e pace interiori. Inoltre, nel mondo romano, Cicerone definì la "Pax Romana" come la teoria della guerra giusta; i romani collegavano l'idea di guerra alla giustizia, giustificando le invasioni verso altri popoli con il ripristino di uno stato di giustizia. La "Pax Romana" cercava di unire il concetto di libertà a quello di sicurezza, creando una sorta di giustizia ed equilibrio all'interno dei popoli conquistati.
    L'arch. Tonio Giordano, ha condiviso la propria esperienza su come l'architettura sia, per definizione, a favore della pace e contro ogni guerra. In risposta all'invasione russa in Ucraina, la comunità degli Architetti per la Pace, l'Accoglienza e la Ricostruzione promuove "Design for Peace", un progetto di ricostruzione dei luoghi simbolo in Ucraina distrutti dal conflitto. Rispondendo a un invito del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Architetti Italiano, che ha lanciato un concorso per sviluppare progetti di ricostruzione nelle città ucraine bombardate, hanno inviato la loro candidatura insieme alla preziosa collaborazione dell'architetta ucraina Olena Hordynska, assumendosi l'impegno di realizzare un progetto di ricostruzione del centro culturale di Mykolaiv, città ucraina bombardata.  Sono i cittadini stessi di Mykolaiv a non voler vedere più quella struttura sovietica, in quanto non vogliono avere legami sovietici. Il centro non sarà più un palazzo della cultura chiuso, bensì un parco chiamato "Korabelnyy Cultural Park", un'area da condividere con la cittadinanza ucraina, che darà nuova vita, nella città di Mykolaiv in Ucraina, a un parco urbano con molteplici funzioni. L'obiettivo del progetto è essere il più accogliente possibile per la cittadinanza non solo dal punto di vista culturale, ma anche nella ricostruzione storica della propria identità, dove il sentimento di pace si manifesta attraverso il racconto della città stessa e dei suoi contenuti. L'arch. Tonio Giordano conclude l'intervento lanciando una provocazione sul futuro di Design for Peace: portare il progetto in Puglia durante il G7 di giugno.
    Il Pastore Ruggiero Lattanzio ha evidenziato che la Bibbia considera la pace non soltanto come assenza di guerra, ma come la pienezza delle benedizioni di Dio. Dal racconto della creazione incontriamo lo shalom, che afferma che il mondo creato da Dio è un mondo sano nel quale regna la pace. Questa pace viene trasgredita dalla creatura umana che si lascia ingannare dalla tentazione di diventare come Dio, sostituendo il proprio ego a Dio per diventare padrone assoluto di sé stessa e del mondo che le è stato consegnato. Questa tentazione originaria, dice Lattanzio, si traduce nell'egolatria, cioè nell'adorazione di sé stessi anziché di Dio; pertanto ognuno tende a imporsi sugli altri, innescando una serie di conflitti. Il primo di questi è proprio il conflitto tra Adamo ed Eva e, subito dopo, incontriamo nella Bibbia il primo omicidio della storia, quello di Caino contro il fratello Abele. Dopodiché, il conflitto si estende dalle famiglie alle nazioni, culminando con l'ambizione di costruire una torre per conquistare il cielo e la conseguente confusione delle lingue. Pertanto, il mondo sano creato da Dio e lo shalom di Dio sono stati infranti. Saranno poi i profeti di Israele a farsi portatori della speranza messianica relativa all'intervento definitivo di Dio nella storia per riportare la sua pace nel mondo. Lattanzio passa poi al Nuovo Testamento, sottolineando il ruolo di Gesù Cristo come Messia portatore della vera pace. La sua nascita e la sua resurrezione portano la pace di Dio nel mondo, invitando i suoi discepoli a testimoniare e praticare la pace come operatori di riconciliazione. Un punto chiave della riconciliazione è l'importanza dell'empatia, cioè la capacità di calarsi nei panni degli altri e di immedesimarsi nella condizione esistenziale altrui. Questo atteggiamento di immedesimazione ci sensibilizza verso le sofferenze degli altri e ci spinge a mobilitarci verso le vittime innocenti di ogni ingiustizia, le quali hanno bisogno delle nostre preghiere e del nostro aiuto pratico per non sentirsi abbandonate dal mondo e da Dio. Il nostro impegno cristiano a favore della pace, continua Lattanzio, non può esaurirsi nell'azione empatica verso le vittime, ma dovrebbe includere anche, come diceva Gesù, l'amore verso il nemico in risposta all'amore stesso che Dio ci ha donato in Cristo, il quale è venuto a riconciliarsi con noi mentre noi eravamo suoi nemici.Ecco l'importanza dell'empatia come capacità di immedesimarsi nel punto di vista altrui, per prestare ascolto alle ragioni dell'altro e avviare un processo di dialogo e di convivenza nel rispetto delle diversità. Questa cultura inclusiva, fatta di dialogo e di ascolto reciproco, richiede una nuova tipologia di essere umano, definito come homo empathicus, che possiede l'intelligenza emotiva per comprendere e gestire consapevolmente le proprie emozioni e quelle altrui.
Per noi cristiani, questo nuovo tipo di essere umano trova la sua icona perfetta in Gesù Cristo e nella sua capacità di coltivare un'empatia compassionevole verso ogni genere di persona, compresi i suoi nemici, per i quali arrivò a invocare sulla croce il perdono di Dio.
      La Dott.ssa Stefania Liverini ha illustrato come nel corso del tempo Conversano abbia acquisito titoli che sono entrati nel linguaggio dei cittadini, come ad esempio "Conversano città d'arte".Questo significa che in ogni atto di giunta, nella storia di questi anni, si trova sempre un riferimento a iniziative culturali, come mostre e interventi, che hanno consolidato questa definizione. Conversano è anche "città che legge", grazie all'arricchimento della biblioteca comunale e all'organizzazione di eventi e progetti di lettura nelle scuole. Nel 2000, Conversano si è definita "città della pace", promuovendo la pace attraverso la scuola, la creazione di un cinema della pace e partecipando alla marcia su Assisi. In quello stesso anno, il comune si è iscritto al coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani. Sebbene l'iniziale fervore si sia affievolito col tempo, dopo questo incontro l'amministrazione si impegna a rafforzare il rapporto con il coordinamento nazionale, approfondendo il tema con riflessioni e azioni concrete.
Edoardo Arcidiacono
2007 CCEBC aggiornato al 30/05/2024
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